Il futuro societario dell’Aeroporto di Genova entra nel vivo. Mentre prende forma il percorso per l’ingresso di un partner industriale privato di maggioranza, anche il Comune di Genova ribadisce la propria disponibilità a entrare nel capitale della società che gestisce il Cristoforo Colombo.

La sindaca Silvia Salis, intervenendo nel giorno della presentazione della valutazione dello scalo, ha infatti confermato che il Comune è pronto a valutare l’acquisto di una partecipazione, possibilità già comunicata nel 2025 agli attuali soci, Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e Camera di Commercio di Genova.

«Il Comune di Genova è pronto a valutare, in base alle necessità, l’ingresso nel capitale sociale», ha dichiarato Salis, sottolineando la necessità di una collaborazione tra gli attuali soci e di un percorso condiviso nella futura modifica della compagine societaria.

Aeroporto valutato 14,9-15,9 milioni di euro

Nel frattempo è arrivato uno dei passaggi tecnici necessari per procedere con l’operazione. La valutazione commissionata dall’Autorità di Sistema Portuale a PwC ha stimato il valore attuale di Aeroporto di Genova S.p.A. tra 14,9 e 15,9 milioni di euro.

La forchetta dipende principalmente dall’incertezza legata al valore di subentro alla scadenza della concessione aeroportuale, prevista nel 2029. Una seconda valutazione è stata commissionata dalla Camera di Commercio all’Università di Genova e non è ancora stata resa disponibile.

Attualmente la società è controllata dall’Autorità di Sistema Portuale, che detiene il 60%, mentre il restante 40% è della Camera di Commercio di Genova.

Verso un nuovo assetto societario

L’obiettivo indicato dai soci è modificare profondamente questa struttura. Il progetto prevede l’ingresso di un partner industriale privato con una partecipazione di maggioranza, mentre le quote degli attuali soci pubblici verrebbero ridotte. Secondo l’impostazione illustrata dall’Autorità portuale, l’AdSP potrebbe scendere intorno al 5% e la Camera di Commercio intorno al 15%. Nel nuovo assetto potrebbero inoltre entrare Regione Liguria e Comune di Genova.

La bozza del bando per la ricerca del partner industriale sarebbe già in preparazione, con l’obiettivo indicato dall’Autorità portuale di pubblicarla entro la fine di novembre. Il futuro socio non dovrebbe essere individuato esclusivamente sulla base dell’offerta economica: tra gli obiettivi dichiarati figurano lo sviluppo dei traffici, nuovi investimenti e una maggiore integrazione tra aeroporto e sistema portuale ligure, soprattutto nei settori crocieristico e cargo.

Il nodo del 2029

La riorganizzazione societaria è strettamente collegata alla scadenza della concessione aeroportuale. Nel 2029 è infatti prevista una nuova gara pubblica per l’affidamento della gestione dello scalo e l’idea dell’Autorità portuale è arrivare a quell’appuntamento con un partner industriale già presente nella società.

Per il Colombo si apre quindi una fase destinata a modificarne significativamente l’assetto: nei prossimi mesi bisognerà definire il valore di riferimento della società, stabilire le quote dei diversi soggetti pubblici e individuare, attraverso una gara, l’operatore privato destinato ad assumere la maggioranza.

In questo scenario, la disponibilità del Comune di Genova a entrare nella compagine aggiunge un ulteriore elemento alla partita. La futura composizione della società dovrà infatti conciliare la presenza degli enti territoriali con l’ingresso del partner industriale chiamato a sostenere lo sviluppo dello scalo nei prossimi anni.


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