La politica (locale) è tornare a far la voce grossa. Oggetto della diatriba ancora una volta il collegamento per Roma Fiumicino operato da Alitalia che ormai viene ciclicamente preso di mira.

Questa volta il problema evidenziato è la carenza di frequenze e gli operativi non ottimali offerti sulla tratta (nel pomeriggio), nonché del prezzo eccessivo. Effettivamente al momento Alitalia garantisce un solo volo giornaliero operato nel pomeriggio.

E’ corretto e giusto che la politica locale si faccia sentire per sostenere il proprio aeroporto e l’accessibilità della propria regione ma appare quanto mai sospetto che questi attacchi e preoccupazioni siano rivolte alla sola Alitalia. E per essere molto chiari quello che si sospetta è tutto questo interesse sia rivolto unicamente al volo che serve alla politica per andare a Roma più che al territorio o allo sviluppo del turismo.

In primis le esigenze di viaggio dei Liguri, per fortuna, che siano esse per lavoro o per piacere non riguardano solo Roma. La Capitale sarà anche Caput Mundi ma i collegamenti che interessano sono quelli diretti per tutte le principali mete sia con voli diretti che con scali nei principali hub.

Sia dal punto di vista turistico che dell’accessibilità della nostra regione, dovrebbe far invece paura l’assenza di una data certa di ripristino dei collegamenti verso i grandi hub internazionali quali Monaco e Francoforte (con Lufthansa), Londra (British Airways) o Parigi Charles de Gaulle (Air France) per citarne alcuni. Tutti al momento sospesi.

Qui non si vuole diffendere Alitalia che di errori ne ha fatti molti. Ma è giusto ricordare che è l’unico vettore che durante tutto questo periodo non ha mai sospeso il suo collegamento per Genova. Garantendo di fatto un quasi servizio pubblico, perché a guardare le statistiche di aprile (dati Assaeroporti) da Genova sono partiti una media di 16 passeggeri al giorno e altrettanti ne sono arrivati.

Il governatore Toti sostiene che con i nuovi soldi che dovrebbe ricevere dal governo Alitalia avrebbe il compito di aumentare i voli. Il Senatore Maurizio Rossi si chiede cosa ci voglia a mettere un volo al mattino alle 7 con ritorno alla sera. In pratica la continua iniezioni di fondi pubblici dovrebbe servire a finanziare voli operati che in questo periodo sarebbero in perdita. Il volo al mattino delle 7 prevede che un equipaggio sosti a Genova con relativi costi di notte in hotel e spostamenti per l’equipaggio tra 4 e 6 persone. E se il volo opera già con pochi passeggeri e con la necessità del distanziamento sociale a bordo (ora rivisto e alleggerito) non è che si possano fare miracoli tra prezzi e operativi.

Bisogna poi aggiungere che oltre al traffico diretto a Roma, il collegamento di Alitalia è fortemente utilizzato per le sue connessioni nazionali e soprattutto internazionali. Al momento queste sono ridotte al minimo, oltre qualche destinazioni sul nazionali, sono pochissime le destinazioni che verranno riattivate questo mese e tutto con frequenze minime (vedi Barcellona, Madrid o New York).

Tuttavia, a parte la politica che deve viaggiare a Roma, parte del Paese è ancora ferma o in lenta ripresa. Il turismo è al palo, quello che arriva dall’estero ancora di più (ma qui nessuna lettera a Air France o Lufthansa, come mai?). I viaggi d’affari, gli eventi, i congressi azzerati o fortemente ridotti. Una volta c’era la riunione e ora c’è il meeting su zoom o Skype.

Solo pochi mesi fanno uno dei principali vettori lowcost, easyJet, aveva annunciato la cancellazione di Genova dal suo network con la sopressione di ben 5 importanti collegamenti internazionali. Qualcuno ricorda quale presa di posizione di Regione con l’assessore Gianni Berrino (in questi giorni attivissimo) o delle resto della Regione e del Comune?

Purtroppo ci vorrà tempo per riprendere. Tanto è vero che tutti i principali vettori stanno aggiornando su base mensile se non su base settimanale il piano operativo dei propri voli, cancellando rotte, togliendo e limando le frequenze in base alla domanda, che sta riprendendo ma che è ancora bassa. Ancora troppa incertezza legata al Covid-19 e ai vincoli per gli spostamenti tra i vari paesi che per fortuna stanno migliorando.

Alitalia e soprattutto la nuova Alitalia se mai (ri)nascerà per non fallire di nuove deve reggersi sul mercato, e il mercato si regge sulla domanda, non sulle richieste della politica. Nell’attuale mercato del trasporto aereo la concorrenza è così forte che appena un vettore trova un mercato profittevole ci si butta e potenzia l’offerta (numero di voli) non appena la domanda cresce.

Perfino nei tempi migliori il collegamento per Roma Fiumicino, tolta Alitalia con la potenza del suo hub, non è mai stato così profittevoli. L’elenco dei vettori che hanno aperto la tratta è lunga e annovera i principali player (Ryanair, Vueling, Blu Express..).

Sicuramente nelle prossime settimane Alitalia rivedrà i suoi operativi delle prossime settimane, ad oggi la riduzione è solo fino a fine giugno, che è corretto considerando che tutti i principali player come easyJet e Ryanair riprenderanno l’attività –con un operativo molto snello- solo da fine mese e luglio (Alitalia sta già operando…).

L’invito che rivolgiamo alle istituzioni locali, tutte, è quello di favorire e sostenere la ripresa della nostra bellissima Regione, delle sue attività produttive, del turismo, dell’economia, degli eventi e di continuare a migliore l’accessibilità dell’aeroporto. Tutto questa genererà nuovi flussi, più traffico, aerei più pieni e quindi più rotte e più frequenze.

In alternativa, quando la Regione ritiene che sia necessario potenziare un collegamento con più offerta (sia con lo stesso vettore che con un competitor) oppure aprire collegamenti su nuovi mercati può fare quanto avviene in modo più concreto in altre Regioni, ovvero mettere mano al portafoglio e allocare un budget allo scopo.

Scommettiamo che sentiremo ancora parlare del collegamento Alitalia per Roma -e probabilmente solo quello- dai nostri politici anche nelle prossime settimane e mesi?