L’avvio delle operazioni di Airidea da Genova rappresenta senza dubbio una delle novità più interessanti degli ultimi anni per il trasporto aereo ligure. La compagnia propone un modello innovativo, focalizzato sui collegamenti regionali e sul traffico business, con l’obiettivo dichiarato di colmare alcune lacune storiche del network genovese.

Dopo i primi giorni di attività, tuttavia, emergono alcuni interrogativi che meritano una riflessione. Si tratta di osservazioni formulate con spirito costruttivo, nella consapevolezza che ogni nuova iniziativa imprenditoriale necessita di tempo per consolidarsi, ma anche nella convinzione che alcuni aspetti del progetto meritino ulteriori chiarimenti.

Pricing e gestione dei ricavi

Tariffe fisse: una scelta controcorrente

Uno degli elementi distintivi del modello Airidea è la scelta di adottare tariffe sostanzialmente fisse. Si tratta di un approccio che si discosta dalle pratiche ormai consolidate nel settore aereo.

Il dynamic pricing consente infatti ai vettori di adeguare continuamente le tariffe in funzione della domanda, massimizzando sia il coefficiente di riempimento degli aeromobili sia i ricavi complessivi. Per aziende e frequent flyer esistono già strumenti specifici, come carnet e fly pass, che permettono di garantire prezzi prevedibili senza rinunciare alla flessibilità tariffaria.

La domanda è quindi se un sistema di prezzi fissi possa realmente risultare competitivo e sostenibile nel lungo periodo.

Lo stesso prezzo per aeromobili diversi

Ulteriori perplessità emergono dalla scelta di mantenere tariffe identiche indipendentemente dal tipo di aeromobile impiegato.

Un volo operato con un velivolo da 19 posti presenta infatti dinamiche economiche molto diverse rispetto a uno effettuato con un aeromobile da 34 posti. Una maggiore capacità disponibile dovrebbe normalmente consentire una riduzione del costo medio per passeggero e, di conseguenza, una maggiore flessibilità nella definizione delle tariffe.

Una sola classe tariffaria

Anche la presenza di un’unica classe tariffaria appare una scelta insolita.

Nel mercato attuale è ormai prassi offrire prodotti differenziati, con diversi livelli di servizi inclusi e differenti condizioni di utilizzo. Ciò consente di intercettare esigenze e disponibilità di spesa molto diverse tra loro.

Il nodo della flessibilità

L’aspetto forse più sorprendente riguarda l’assenza di possibilità di modifica o cancellazione della prenotazione.

Per una compagnia che dichiara di rivolgersi principalmente al traffico business, la flessibilità rappresenta normalmente un elemento fondamentale. Riunioni spostate, appuntamenti annullati o esigenze lavorative impreviste fanno parte della quotidianità dei viaggiatori d’affari.

Risulta quindi legittimo chiedersi se non sarebbe opportuno introdurre almeno tariffe modificabili, eventualmente dietro pagamento di una penale o dell’eventuale differenza tariffaria.

Network e programmazione

Tante destinazioni, poche frequenze

La scelta di aprire collegamenti verso mercati poco serviti può rappresentare un’opportunità interessante. Tuttavia, nel segmento business, il numero di frequenze è spesso più importante del numero di destinazioni.

Un viaggiatore d’affari tende infatti a privilegiare la possibilità di partire e rientrare in diversi giorni e orari piuttosto che la semplice esistenza del collegamento.

Per questo motivo, la strategia di lanciare numerose rotte con frequenze molto limitate lascia alcuni dubbi sulla reale attrattività del prodotto.

Operativi difficili da interpretare

Anche alcune scelte sugli orari e sulle frequenze meritano una riflessione.

Non appare immediatamente comprensibile la decisione di effettuare alcuni collegamenti in giorni consecutivi oppure con una sola frequenza settimanale, come nel caso di alcune rotte del network.

Nel traffico business, una frequenza settimanale offre infatti utilità molto limitata, mentre nel traffico leisure può avere senso soprattutto verso destinazioni vacanziere come Olbia o Alghero, dove il soggiorno medio è generalmente di una settimana.

Analogo discorso vale per alcune rotte inaugurate con poche rotazioni iniziali e successivamente sospese per diversi mesi. Una scelta che rende più difficile consolidare la presenza commerciale sul mercato e fidelizzare la clientela.

Affidabilità operativa

La gestione delle eventuali criticità tecniche

Un tema che meriterebbe maggiori approfondimenti riguarda la gestione delle irregolarità operative.

Attualmente la compagnia opera con un unico aeromobile. In caso di guasto tecnico o indisponibilità del velivolo, non è stato chiarito pubblicamente quale sarebbe il piano di continuità operativa.

Esistono accordi con altri vettori? Sono previste soluzioni di wet lease o aeromobili sostitutivi? Si tratta di aspetti che interessano direttamente i passeggeri e che possono incidere sulla percezione di affidabilità del prodotto.

Fiducia del mercato e stabilità degli operativi

La scelta di non effettuare voli privi di prenotazioni appare comprensibile dal punto di vista economico. Tuttavia, anche operare voli con pochissimi passeggeri potrebbe risultare difficile da sostenere nel lungo periodo.

Il rischio è che il cliente percepisca una certa incertezza sulla reale effettuazione del volo prenotato, soprattutto alla luce delle numerose modifiche già apportate agli operativi inizialmente annunciati.

La fiducia del mercato si costruisce infatti anche attraverso la stabilità e la prevedibilità del prodotto.

Promozione e marketing

Comunicazione anticipata rispetto al prodotto disponibile

Alcune campagne di comunicazione sono state lanciate prima che determinati prodotti fossero effettivamente definiti o disponibili per la vendita.

Tra gli esempi più evidenti figurano:

  • il collegamento per Albenga, annunciato ma non ancora operativo;
  • alcune rotte promosse con la possibilità di “andare e tornare in giornata” quando gli operativi pubblicati non lo consentivano (ad esempio Firenze, Bologna…);
  • collegamenti presentati come annuali e diretti tutto l’anno, salvo poi essere confermati esclusivamente per la stagione estiva (ad esempio Olbia)

Situazioni che rischiano di generare aspettative differenti rispetto all’offerta effettivamente disponibile.

Dove sono le tariffe promozionali?

Sorprende inoltre l’assenza di particolari campagne tariffarie di lancio.

Per una compagnia nuova, far conoscere il prodotto e incentivare la prova da parte dei clienti rappresenta spesso una priorità strategica. Riempire gli aeromobili nelle prime fasi di attività può risultare più importante della massimizzazione immediata del ricavo unitario.

Per questo motivo potrebbe essere interessante valutare, almeno su alcune rotte, politiche promozionali più aggressive, affiancandole alle attività istituzionali e mediatiche già messe in campo dalla compagnia.

Il vero concorrente non è sempre l’aereo

Molte delle rotte operate da Airidea non si confrontano direttamente con altre compagnie aeree, bensì con modalità di trasporto alternative.

Su collegamenti come Firenze, Bologna, Trieste o Bergamo, il passeggero può spesso scegliere tra automobile, treno ad alta velocità (anche con cambio) o voli via hub nazionali ed europei.

Per questo motivo il successo del progetto non dipenderà soltanto dal numero di passeggeri trasportati, ma dalla capacità di convincere viaggiatori e aziende che il risparmio di tempo offerto dal collegamento aereo giustifichi il prezzo richiesto.

La domanda centrale è quindi semplice: quanti viaggiatori sono realmente disposti a spendere diverse centinaia di euro per evitare alcune ore di viaggio via terra?

Si tratta probabilmente della sfida commerciale più importante che Airidea dovrà affrontare nei prossimi mesi.

Le domande che restano aperte

Airidea ha il merito di aver portato nuova capacità e nuove idee all’aeroporto di Genova, tentando di sviluppare un modello diverso da quello dei tradizionali vettori regionali e delle compagnie low cost.

La vera sfida, tuttavia, sarà dimostrare che questo modello può essere sostenibile nel tempo.

Le domande che restano aperte sono molte: il pricing attuale riuscirà a generare domanda sufficiente? Le frequenze saranno adeguate alle esigenze del mercato business? Come verranno gestite eventuali criticità operative? E soprattutto, il network riuscirà a consolidarsi nei prossimi mesi?

Solo il tempo e i risultati dei primi mesi di attività potranno fornire una risposta definitiva.

Immagine: pagina Facebook Airidea


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